“Le persone non apriranno le mie email”, la frase riporta uno dei 5 principali problemi dei marketer. Non c’è da meravigliarsi: i tuoi destinatari ricevono così tante email ogni giorno che devono imparare a ignorare alcune di queste. Servizi di posta elettronica come Gmail aiutano a risolvere questo problema, indirizzando le offerte a una cartella separata.
In tali circostanze, i marketer devono modificare l’approccio per aumentare i tassi di apertura. Di seguito elenchiamo 16 fattori che potrebbero aumentare il tuo OR. Ma non considerarlo come un record di suggerimenti oggettivi e universali da attuare in questo momento. Prova piuttosto queste opzioni e vedi cosa funziona per il tuo pubblico.

1 – “Da”: il mittente

Ciò che il destinatario vede nel campo “Da” svolge un ruolo fondamentale nella sua decisione sull’apertura del messaggio. Le ricerche mostrano che le persone preferiscono ricevere un messaggio da altre persone e non dalle aziende.

Testa non solo se utilizzare nomi reali, ma potresti vedere anche se alcuni nomi hanno ottenuto prestazioni migliori di altri.

2 – Personalizza il tempo di consegna per singolo contatto

I marketer continuano a chiedersi, quando dovrei inviare la mia newsletter? La risposta è più complicata perché c’è un momento ottimale per tutti i tuoi clienti. Se consegni il messaggio a tutti i contatti nello stesso momento, sacrificherai sempre un gruppo di contatti.

Però c’è una soluzione a questo: adattare i tempi di consegna a ciascun contatto individualmente. Alcune piattaforme di email marketing o di automazione del marketing possono farlo: basandosi sull’analisi dell’attività di un contatto precedente, stabilisce il momento perfetto per ciascun destinatario. Tale soluzione non richiede molto tempo: basta selezionare una casella e la piattaforma fa tutto il lavoro.

3 – Personalizza l’oggetto

L’utilizzo del nome del destinatario è un modo semplice per renderlo più personale e aumentare i tassi di apertura. Ma la tua personalizzazione non dovrebbe fermarsi a quel punto, piuttosto dovresti cercare di adattare l’intero contenuto alle esigenze del destinatario.

Conosci il Digital Body Language del tuo pubblico e personalizza le offerte: mostra i prodotti che il contatto ha già visualizzato o aggiunto al carrello. Le email relative ai carrelli abbandonati mostrano tassi di apertura del 193% più elevati perché presentano prodotti già scelti dai clienti.

4 – Segmenta la lista

Prima di premere “Invia”, chiediti: “Per chi sarà rilevante quel messaggio?” Forse non dovrebbe essere indirizzato all’intera lista, ma a un gruppo, ad esempio, clienti fedeli, donne, persone interessate a una determinata categoria?

Quando segmenti il tuo database, le tue email saranno più pertinenti per i destinatari.

5 – Sii specifico

Usa liste, nomi propri e numeri. Definisci il problema con precisione. Dato che il 53% delle aperture delle email avviene su dispositivi mobili, limitati a 50 caratteri (o metti tutte le informazioni significative nei primi 50 caratteri).

Non chiacchierare e non sprecare spazio! Scopri quale ruolo gioca ogni parola nel sogetto. Porta un messaggio? Non è troppo generico? Puoi sostituirlo con un sinonimo più chiaro? O forse è una parola importante (più di quella successiva)?

6 – Usa parole rilevanti

Sai a quali parole il tuo pubblico risponde bene? Conosci i tuoi clienti abbastanza bene da parlare la loro lingua?
Per iniziare, scegli parole come:
gratis, tu, vendita, sconto

Non esiste un elenco universale di termini che possa funzionare per ogni azienda! Focalizza la tua attenzione sul vocabolario che vuoi utilizzare e osserva come reagiscono i clienti.

7 – Fai domande

Quando l’oggetto pone una domanda coinvolge maggiormente i destinatari. Sembra ed è a tutti gli effetti un invito a una conversazione, e ciò aumenta il loro impatto.

8 – Mantieni alta la qualità del contenuto

Un’ovvietà, sì, ma merita di essere ricordata. La scarsa qualità dei contenuti è uno dei principali motivi per cui i contatti si disiscrivono dalla newsletter.
Le parti importanti devono rappresentare un’immagine realistica delle tue risorse e capacità. Quante volte puoi inviare newsletter di valore? È meglio inviarle raramente piuttosto che “spammare” il tuo pubblico con pezzi poco incisivi.

9 – Sii specifico anche per quanto riguarda il momento di invio

Le migliori newsletter vengono lette immediatamente. Se il destinatario pensa: “Lo leggerò più tardi”, “più tardi” significa per la maggior parte dei casi “mai”. Il tuo messaggio deve essere irresistibile, e lo sarà non solo se è rilevante, ma anche impostando alcuni intervalli temporali per la validità della tua offerta. “Solo oggi” o “L’ultima chance” funzionano moltissimo, se non abusati.

10 – Rendi il tuo database pulito

Uno dei motivi di un basso OR potrebbe essere una scarsa qualità della tua lista. Forse hai molti indirizzi inattivi? Ogni database decade naturalmente del 25% all’anno, quindi meglio eseguire regolarmente una campagna di recupero per determinare chi si dovrebbe rimuovere dalla lista.
Avere un database sporco significa che si rischia di essere contrassegnati come spam (le email inattive vengono spesso trasformate in trappole per spam) e anche avere statistiche meno accurate (perché non si sa quanti contatti reali si hanno nella lista).

11 – Assicurati che ci sia un link di optout nel tuo messaggio

Il link di annullamento dell’iscrizione è lo strumento principale che aumenta la deliverability: se non è presente, le persone ti contrassegneranno come spam o emetteranno un “rifiuto emotivo”.

12 – Pianificazione per i dispositivi mobili

Come accennato in precedenza, il 53% delle email viene aperto sui dispositivi mobili, pertanto assicurati che le tue campagne email siano compatibili anche per i dispositivi mobili. E ciò significa non solo i messaggi stessi ma anche le landing pages.

13 – Test

Esegui gli A/B test il più spesso possibile. Ricorda di testare una variabile alla volta, altrimenti non saprai che cosa causa la differenza.

La migliore pratica consiste nel chiedersi: “Se cambio ___ da ___ a ____, riceverò ____”.

14 – Invia messaggi di benvenuto

Circa il 74% dei clienti si aspetta tali email. Si potrebbe anche creare un ciclo di email di benvenuto in cui spieghi i valori del tuo marchio.

15 – Prova un pizzico di negatività

I tabloid o i migliori portali lo sanno: le emozioni “negative” vendono. Se fai riferimento a paura o ansia, potresti ottenere un OR più alto.

16 – Invia nuovamente

Quando un cliente non ha aperto il messaggio, prova a inviarlo di nuovo.

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