Ti sei mai chiesto, una volta capito che un nostro utente è interessato a un certo prodotto o categoria di prodotti, come facciamo a registrare questa informazione nel sistema? Continua a leggere, in questo articolo troverai la risposta ai tuoi dubbi!

Partiamo dalla base: i tag

Facciamo prima un passo indietro necessario e cerchiamo di capire cosa sono i tag. I tag sono etichette assegnate ai contatti al fine di registrare informazioni aggiuntive sull’utente. L’assegnazione di un tag permette di raggruppare i contatti per interessi, azioni effettuate, caratteristiche proprie dell’utente o qualunque altro parametro che possa accomunare un gruppo di persone.

Possiamo quindi dire che un tag assegnato a un utente ci permette di capire che il singolo utente appartiene a uno specifico gruppo di contatti aventi una caratteristica che li accomuna.

L’importanza del Lead Tagging

Per poter attribuire in modo corretto i tag, è necessario individuare le caratteristiche importanti da monitorare, perché potranno poi essere utilizzate per effettuare delle comunicazioni mirate a uno specifico gruppo di utenti.

Per capire quanto sia fondamentale questa operazione, supponiamo di avere un ecommerce di prodotti alimentari italiani e che la strategia per il nostro brand sia quella di ampliare il mercato e spingere sulla vendita in America e in Regno Unito. Chiaramente la comunicazione con i nostri lead e clienti non può avvenire in una sola lingua, dobbiamo quindi prevedere due differenti tag “LANGUAGE_ITALIAN”, “LANGUAGE_ENGLISH” da associare agli utenti sulla base della lingua parlata e altri tre legati alla nazione di provenienza “COUNTRY_USA”, “COUNTRY_ITALY”,”COUNTRY_UK”.

Monitoriamo i comportamenti

Altri tag con cui abbiamo a che fare sono quelli strettamente collegati al monitoraggio dei comportamenti degli utenti. La lettura costante di articoli del blog di una certa categoria, l’apertura di email dedicate ad argomenti specifici e altre azioni verticali ci permettono di capire gli interessi di un utente e, tornando al nostro esempio iniziale, potrebbero farci identificare alcuni tag del tipo: “INTERESSATO_GLUTENFREE”, “INTERESSATO_INTEGRALE”, “INTERESSATO_GRANODURO”.

Se ti fermi un attimo a ragionare, capirai subito perché ci interessa sapere ad esempio che un utente ha letto più articoli dedicati ai prodotti senza glutine. Probabilmente si tratta di un celiaco o comunque una persona fortemente interessato a quella categoria di prodotti e potrebbe valere la pena inserirlo in una sequenza dedicata a quello specifico argomento. Sarebbe sicuramente deleterio continuare a inviargli comunicazioni relative a prodotti che non è interessato ad acquistare perché fuori target e il tutto finirebbe con il click più temuto: quello sul tasto “disiscriviti”.

Se invece saremo bravi a comunicare con gli utenti nel modo giusto, aumenteranno le probabilità che i nostri prospect aggiungano alcuni prodotti nel carrello e completino la procedura d’acquisto.

A entrambe queste azioni possiamo attribuire uno specifico tag, il primo correlato al carrello e il secondo all’acquisto effettuato. Queste informazioni ci permettono prima di tutto di intercettare il forte interesse dell’utente nel caso dell’acquisto o di prevedere delle email per il recupero del carrello abbandonato nel caso contrario.

Il tag scoring

A questo punto dovrebbe essere chiaro quanto siano importanti i tag in un software di Marketing Automation. Avere la possibilità di segmentare la propria lista di contatti in una serie di sottogruppi è fondamentale per poter spedire le email giuste alle persone giuste. Ma c’è di più…

Quanto sarebbe bello se avessimo la possibilità di sapere tra tutti quelli interessati a comprare gli spaghetti quali sono i 10 utenti più interessati e proporgli un’offerta dedicata?

Beh in realtà è possibile…

Una delle caratteristiche legate ai tag di cui non abbiamo ancora parlato è lo scoring. Ogni tag associato a un contatto è accompagnato da un punteggio chiamato appunto Tag scoring. Questo valore ci permette di capire quali sono gli utenti con un maggiore engagement soprattutto quando si tratta di tag legati agli interessi.

Ogni volta che un contatto dimostra interesse in una certa categoria vengono aggiunti uno o più punti al tag relativo.

Grazie a questa caratteristica dei tag abbiamo quindi la possibilità di attivare delle sequenze email, coupon sconto oppure offerte, agli utenti che sono pronti per riceverle. Ad esempio potremmo spingere all’acquisto, attraverso un coupon sconto, tutti gli utenti che hanno almeno 15 punti nel tag “INTERESSATO_SPAGHETTI” ma che non hanno ancora il tag “ACQUISTATO_SPAGHETTI”. In questo modo stiamo prendendo in considerazione un gruppo di persone che sono sicuramente interessate al nostro prodotto ma che non hanno ancora effettuato l’acquisto.

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