Digital Body Language - Linguaggio Digitale del Corpo | 7Hype

Digital Body Language

Ciao, quello che ti spiegherò in questo post è uno degli argomenti in assoluto più affascinanti della marketing automation e senza esagerare uno dei più emozionanti di tutto il web.

In questo post ti spiegherò cosa è il “linguaggio digitale del corpo”, come puoi “ascoltarlo”  e come “sfruttarlo” per creare delle campagne di marketing automatico mirate al tuo lead (contatto profilato).

Non spaventarti se ci sono termini tecnici che fai fatica a capire, piano piano nella lettura del post ti saranno più chiari.

Una parte molto importante del mio lavoro consiste nel monitorare un utente, ovvero un visitatore di un sito internet o di un’applicazione, e in base al suo comportamento definire delle attività di marketing che partano in automatico per le prime fasi e poi eventualmente indirizzare delle azioni specifiche da effettuare alle persone che si occupano delle vendite.

“Quando parlo di Digital Body Language intendo l’aggregazione di tutte le attività digitali che un utente svolge e che possiamo monitorare.”

In questi giorni mi trovo a Varsavia (mia seconda città) e ieri ero al Google Campus, una struttura creata da Google finalizzata ad essere terreno fertile per chiunque abbia un’idea da sviluppare (si, sono avanti anni luce, lo so) ne hanno 6 in questo momento nelle seguenti città:

  • Londra
  • Madrid
  • San Paolo
  • Seoul
  • Tel Aviv
  • Warsaw 🙂

Ero seduto al Campus Cafè, rispondevo a qualche email e mi guardavo intorno. Mi è riaffiorata in quel preciso istante una frase che lessi tanti anni fa ma che periodicamente torna ad essere presente nei miei studi e nelle mie attività lavorative:

“Due individui possono stare in silenzio eppure questo non basta per interrompere la comunicazione tra loro: “Non si può non comunicare!”

Perché ritengo questa frase tanto importante da essere onnipresente nella mia vita? Te lo spiego descrivendo quel preciso attimo che ha contribuito al mio ricordo.

Dietro al mio monitor del portatile, tra chiacchiericcio in lontananza e profumo di caffè misto a cannella (eh si.. in Polonia nel periodo Natalizio ci danno decisamente dentro con la cannella) sono stato attratto dalle persone che mi circondavano.

Tra il viavai generale mi ricordo due casi in particolare:

  • il primo sicuramente era un colloquio di lavoro. La candidata era una ragazza sui 25 anni circa carina, occhi chiari e capelli biondi mentre la selezionatrice era un’altra ragazza più o meno della stessa età vestita in modo professionale. Il dialogo era assolutamente informale, due succhi di frutta e un caffè, un pochino di tensione e agitazione della candidata che faceva fatica a mantenere una posizione fissa sulla sedia 🙂
  • il secondo caso, quello che è riuscito a trasmettermi sicuramente più energia ed entusiasmo, è relativo ad un gruppetto di 3 ragazzi. Svegli e frizzanti, due tranquillamente definibili NERD e uno un pò più sgamato. Come delle locomotive a vapore stavano spiegando ad un interlocutore il loro progetto. Un “elevator pitch” a tutti gli effetti che si stava sviluppando attorno ad un tavolino in pochi minuti.

Quello che caratterizza questa mia piccola avventura è un argomento del tutto simile al “Digital Body Language” di cui stiamo parlando ma contestualizzato al di fuori della tecnologia ovvero la “Comunicazione non Verbale”.

La “comunicazione non verbale” viene meglio identificata da molti studiosi come “linguaggio del corpo”, una vera e propria lingua che tutti parlano con il proprio corpo ma che va “ascoltata con gli occhi”.

Gli atteggiamenti tipici a cui poniamo poca attenzione come ad esempio: le posizioni del corpo, i gesti, le espressioni del viso, la sudorazione, il movimento degli occhi riescono a trasmettere tantissime informazioni.

Uno studio condotto nel 1972 da Albert Mehrabian ha dimostrato che l’efficacia di un messaggio che viene trasmesso da un essere umano è così composto:

  • Movimenti del corpo (soprattutto espressioni facciali) 55%
  • Aspetto vocale (volume, tono, ritmo) 38%
  • Aspetto verbale (parole) 7%

Come puoi vedere più della metà del messaggio viene trasferito da fattori che non hanno nulla a che vedere con la voce.

Tutte le informazioni che vi ho scritto in merito al colloquio e alla startup di tre ragazzi le ho “ascoltate con gli occhi” semplicemente guardandoli, ero troppo distante e c’era troppa confusione per sentire le parole.

Il nostro “Digital Body Language” (che in italiano suona come “linguaggio digitale del corpo”) è esattamente la stessa cosa ma anziché “ascoltare con gli occhi” usiamo un programma informatico specifico per “ascoltare con un software”.

Bene bene bene… adesso si fa interessante, molto interessante!

Prima di rispondere alla tua domanda (si, lo so che lo stai pensando): cosa possiamo “ascoltare con un software”? Ti faccio partecipare ad un esperimento che ti lascerà “di stucco”!

Devi però fare una promessa prima di continuare:

  • Dedichi all’esperimento almeno 4 minuti
  • Quando ti riprendi dallo shock devi assolutamente completare la lettura di questo post

Ok, procedi pure (ehi.. hai fatto una promessa, devi tornare qui e finire di leggere dopo, ok?) vai a questo link e divertiti (se puoi alza il volume e ascolta):

https://clickclickclick.click/

Rieccoti, bello vero?

Quello che hai visto è in realtà un esperimento abbastanza semplice. Oggi esistono un certo numero di software in grado di monitorare l’attività di un utente all’interno di un progetto web o di un’applicazione mobile. Io ho selezionato il migliore sul mercato europeo e costa anche meno degli altri! (in fondo all’articolo ti do il link, non voglio farti perdere la concentrazione).

la pagina su cui ti ho mandato monitora 150 azioni diverse, e dare risposta a tantissime domande, qui di seguito un piccolo estratto:

  • se un nuovo visitatore o sei di ritorno?
  • da quale nazione hai effettuato l’accesso?
  • hai effettuato un click sul bottone?
  • dopo quanto tempo hai effettuato il click?
  • dove ti sei mosso, in quali aree, con che tempistica?
  • che dimensione della finestra? l’hai ridimensionata?
  • hai provato a spostare il bottone?
  • in quali giorni e a quale ora di solito consulti il sito?
  • quale browser o computer utilizzi?
  • etc..

Adesso che hai capito che cos’è la Digital Body Language ovvero il nostro “linguaggio digitale del corpo” devo rispondere alla tua nuova domanda:

“ok, bello, non sapevo si potessero fare tutte queste cose, ma cosa me ne faccio?”

Qui entra in campo il mio lavoro, il lavoro più bello del mondo! Definire una strategia per far scaturire azioni di marketing in base a che cosa capiamo di utente tramite il suo “linguaggio digitale del corpo” “ascoltato tramite un software”.

Ti indico pocchissimi esempi perchè il “che cosa si può fare” è argomento di altri post del blog sia passati che futuri.

Un piccolissimo estratto:

  • quando mi accorgo che l’utente è indeciso su una scelta, gli faccio comparire un popup portandolo sulla strada che io preferisco
  • se l’utente ha cercato un’informazione su un prodotto, la pagina successiva sarà personalizzata per lui con quel prodotto
  • un utente che non è tornato sul sito da tot giorni riceverà una email con un contenuto motivante al ritorno e con gli ultimi prodotti che ha visualizzato
  • se un carrello viene abbandonato si possono creare delle comunicazioni finalizzate alla chiusura dell’ordine

Come promesso ti indico il software che abbiamo adottato:

Questo articolo è terminato, se vuoi maggiori informazioni contattami. Ti consiglio di continuare a seguire i miei post e quelli dei miei collaboratori e di iscriverti alla nostra newsletter (http://salesmanago.7hype.it/). Il tuo obiettivo da imprenditore o da marketing manager è quello di acquisire più competenze possibile.

Capirai come l’implementazione corretta di un progetto di marketing automation possa portare importanti risultati misurabili.

Ciao, Paolo.

Posted in: Tecnologia Innovativa

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